Buon Enrico – Chenopodium bonus-henricus

Questa pianta appartiene alla famiglia delle chenopodiacee che comprende molte piante da orto: spinaci, barbabietole, bietole, coste, quinoa, barba di frate (agretti, Salsola soda).

Cresce in zona alpina: dagli 800 ai 2200 m in terreni molto concimati, spesso vicino ad ortica e romice alpino.

Pianta perenne molto vigorosa. Foglie triangolari con punte rivolte verso il basso, simile allo spinacio ma con una polverina bianca sotto le foglie, per questo si chiama anche farineo: toccandolo sembra che restino piccole sfere sulle dita.

Si raccolgono le cimette e le infiorescenza, si mangia crudo o cotto, sa di spinacio. Come gli spinaci contiene acido ossalico, per questo non si deve consumare in grandi quantità sopratutto se si soffre di problemi renali (artrite, calcoli, reumatismi).

Si può confondere con l’acetosa, commestibile o con il gigaro (Arum maculatum) non commestibile e con foglie lucide. Solo il buon Enrico ha le foglie farinose.

Ricette

 

Tortilla del Buon Enrico

Cuocere al vapore 250 g di patate, far raffreddare e tagliarle a fettine. Cuocere 3 minuti 250 g di foglie e cimette di Buon Enrico, raffreddare e tritare. Sbattere 4 uova con 2 ct di sherry, 1 c sale alle erbe, 1 c paprica, noce moscata e pepe nero, 1 spicchio di aglio spremuto, aggiungere patate e Buon Enrico e cuocere in padella riscaldata coperta poi girare. Si può anche cuocere in forno.

Minestra dell’alpe

Prepara un soffritto con 1 cipolla, 1 carota 1/4 si sedano rapa, 1 ct burro chiarificato. Aggiungere 1 l di acqua con 1 ct di brodo vegetale in polvere e cuocere per 20 minuti. Aggiungi 2 manciate di Buon Enrico, 1 manciata di giovani foglie di romice o acetosa, 1 manciata di verzette (silene), 2 manciate di cimette di ortica tritate grossolanamente e cuocere altri 10 minuti.

Per renderla particolare si possono aggiungere 3 ct di farina bona (farina di mais tostato), 2 ct sherry, 200 ml di panna, tamari.

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