Estrarre i principi attivi dai vegetali

Infusi, decotti e tinture (macerazione) sono metodi di estrazione dei principi attivi dalle altre pianti della pianta. Vanno usati con coscienza perché sono disciplinati da manuali di farmacia e le dosi devono essere rispettate, meglio ancora iniziare ad assumerli con un dosaggio dimezzato per valutare eventuali effetti sul proprio organismo e aumentare lentamente la dose.

I metodi ci sono pervenuti da testi antichi, già Egizi e Sumeri con macerazione, spremitura ed enfleurage estraevano i principi attivi dalle piante. L’enfleurage è caduto in disuso (si impregnavano dei grassi animali con i petali di fiori e si ottenevano pomate profumate) grazie all’uso dei solventi chimici (etanolo, metanolo, solventi clorurati come cloroformio e diclorometano, eteri, esteri e idrocarburi) e alla distillazione.

In casa si preparano più facilmente infusi e decotti, con le erbe secche o fresche. Più l’acqua è calda maggiore  è la sua capacità estrattiva. In acqua fredda si preparano acque aromatiche in cui sono estratte poche sostanze.

Altri solventi sono alcool, vino, aceto, olio, glicole, etere, ecc.

Come si prepara un decotto?

Adatta a parti che più difficilmente rilasciano i loro principi attivi come cortecce, radici, semi. Ci sono due metodi: si può partire dall’acqua fredda (meglio se si lasciano le droghe qualche ora al macero prima di accendere il fuoco) con la droga dentro oppure si butta la droga quando l’acqua è bollente. Si fa bollire l’acqua e si versa la droga secca continuando il bollore per i minuti adatti al vegetale usato, si spegne e si lascia in infusione 3-4 minuti, poi si filtra e si beve oppure si usa il liquido per far impacchi o  bagni. S può anche partire dall’acqua fredda in base al tipo di erba da usare.

Essendo a base acquosa si conserva poco e per questo va consumato entro 24 ore.

Come si prepara un infuso o tisana?

Si porta quasi a bollore l’acqua e si versa sopra l’erba secca (adatto per erbe, fiori e gemme che comprendono aromi volatili che con la cottura perderebbero gran parte dei loro principi attivi). Si lascia a riposo per 10 minuti coprendo il contenitore per non far disperdere dal vapore i principi volatili. Poi si filtra, si spremono le erbe,  e si consuma caldo o tiepido entro le 24 ore. L’infuso è molto adatto con piante delicate e fiori, per queste meglio una infusione massima di 3-5 minuti (per esempio tiglio, salvia e menta). Su alcune piante più delicate si userà acqua tiepida (crescione).

Essendo a base acquosa si conserva poco e per questo va consumato entro 24 ore e conservato in frigorifero. Si useranno 1-2 cucchiaini di erba per ogni tazza di tisana. Consumare senza zucchero, al più con miele.

é importante usare erbe di qualità e recuperare le gocce del liquido sotto il coperchio, parte preziosa per le sue qualità non materiale.

 

Come si preparano le tinture, le macerazioni e gli elisir?

In casa si possono preparare tinture per macerazione con solventi alcolici usando alcool a 95° diluito a 50° (quello usato per fare i liquori e si ottengono tinture alcoliche) o vini (e si ottengono tinture idroalcoliche). Si dicono semplici o composte in base al numero di droghe usate, le tinture semplici prevedono l’uso di una sola droga.

Tinture madri: si lasciano le erbe in infusione per 5-10 giorni in contenitore di vetro a chiusura ermetica. In base alla ricetta si mette al sole o  lontano dalla luce diretta del sole e si scuote ogni giorno. Poi si filtra e si aggiunge il diluente necessario per arrivare alla gradazione desiderata. La tintura è un metodo di estrazione molto potente ed è opportuno evitare le erbe tossiche. SI conservano in vasi di vetro scuro, accuratamente chiusi ed  etichettati e conservati al riparo dalla luce. Durano fino a tre anni e si consumano da 20 a 40 gocce al giorno (adulti) sciolte in mezzo bicchiere di acqua, una o più volte al giorno.

Si possono usare pure o diluite e anche per uso esterno: frizioni, massaggi, gargarismi, toccature, impacchi, ecc.

Per diluire l’alcol in base alla gradazione finale che si deve ottenere si diluisce una quantità variabile di Alcool e acqua in modo da avere 1 litro: per esempio per ottenere una soluzione a 20° si metteranno 210 ml di alcool e 790 di acqua. (vedi tabella completa). La regola è che per 1 parte di droga (per esempio 20 g) si otterranno 5 parti di soluzione (100 ml).

Per preparare un elisir si prepara la TM (tintura madre) a 96° e poi si diluisce a 20° aggiungendo dello sciroppo di zucchero. (sciogli in una parte di acqua calda due parti di zucchero di canna grezzo e integrale, quando si sarà sciolto fallo freddare e aggiungilo alla tintura. L’elisir ha le stesse proprietà delle TM, dura due anni ed è molto gradevole. si usa puro o diluito in acqua fredda o calda, si conserva 2 anni in bottiglie di vetro scuro al riparo dalla luce.

 

Tabella diluizione di alcool
Gradazione Alcolica desiderata Alcool etilico 96° Acqua
20° 210 790
30° 315 685
40° 420 580
50° 525 475
60° 630 370
70° 735 265
80° 840 160

 

Per le soluzioni vinose invece si usa una parte di droga per ottenerne 20 di prodotto finale: da 5 g di erbe avrò 100 ml di prodotto finito. Si possono usare ottimi vini bianchi o rossi come marsala e porto e adatti all’invecchiamento. Il sapore di questi vini sono molto gradevoli ma è bene usarli in quantità consigliata, se invece il sapore fosse troppo amaro si può correggere con miele o altri dolcificanti. Si mantiene per circa due anni, si conserva in bottiglie di vetro scuro ben tappate e tenute in luoghi freschi e al riparo dalla luce. Si consuma a cucchiaini o in bicchierini, puro o diluito in acqua calda (Punch) o fredda.

Se si usa l’acqua come liquido solvente i tempi si accorciano alla mezza giornata per evitare lo svilupparsi di troppi batteri.

Le popolazioni mediterranee maceravano con acqua o olio a 65°C mescolando e schiumando spesso. A volte si macerava in vino o aceto. Dopo un giorno di macerazione si aggiungevano i grassi che si impregnavano di sostanze aromatiche e raffreddando venivano in superficie.

Come preparare un succo o spremitura?

Per ottenere un succo le piante o i frutti si possono schiacciare in un mortaio e poi spremere il succo in un panno pulito oppure utilizzare un estrattore meccanico manuale o elettrico. Il succo si può assumere nelle dosi consigliate o può essere usato esternamente.

La Spremitura degli Egizi era a sacco delle parti sminuzzate delle piante fresche. Il succo si faceva decantare qualche giorno e poi imbottigliata. I Greci e i Romani spremevano con torchio a trave o a vite.

Come preparare la polvere?

Dopo aver essiccato la pianta potremo frantumarla con un mortaio o un frullatore. La polvere si può diluire con il miele per assumerla a cucchiaini. La polvere è molto concentrata di principi attivi. Per non perdere le proprietà si consiglia di prepararle al bisogno e in piccole quantità.

Come preparare un olio essenziale (OE)?

Gli oli essenziali si possono preparare solo con attrezzatura e preparazione professionale. Il modo più comune di estrazione  è la distillazione in ambiente di vapore. Meglio comprarli accertandosi che siano naturali e biologici, evitando quelli sintetici costruiti in laboratorio.

La molecola dell’OE è così piccola ed eterea da passare attraverso la pelle o la respirazione, si può aggiungere ai diffusori o assumerlo con massaggi diluendo l’OE con olio. SOlo alcuni si possono ingerire. Hanno le stesse proprietà delle piante da cui sono estratti, diffusi negli ambienti possono essere antibatterici, emolienti, balsamici, espettoranti, calmanti, tonici, ecc.

Come si prepara un oleolito?

L’oleolito è una estrazione usando come solvente l’olio. COn olio extravergine di oliva o con olio di girasole bilogico si riempie un vaso di vetro per 2/3 con il vegetale e poi si riempie di olio coprendo interamente il vegetale. L?estrazione avviene in 2-3 mesi al sole per velocizzare il processo. Si può anche scaldare a bagnomaria due o tre volte per favorire l’estrazione. Passato il periodo si filtra e si conserva in bottiglie di vetro scuro al riparo da luce e umidità. Durano due anni.

Si usano esternamente per frizioni, massaggi, impacchi, ma anche come cosmetici efficaci ed economici.

Come preparare uno sciroppo?

Si sciolgono 600 g di zucchero in 350 ml di acqua in una pentola, l’acqua si può sostituire con un infuso concentrato di erbe.

Trattamenti di uso esterni

Come preparare il cataplasma?

Il cataplasma è una applicazione dell’erba sulla pelle. Si deve essere prudenti nel tempo di applicazione e nelle modalità: solo le piante meno irritanti e acide potranno essere messe a diretto contatto della pelle, per le altre meglio chiuderle in un panno per non avere un contatto diretto. Si può tenere sulla pelle per 5 minuti e ripetere l’applicazione. L’erba può essere scaldata al massimo fino a 45°, infatti a temperature superiori si perdono alcune virtù lenitive.

Come preparare una lozione o una frizione?

La lozione è un infuso o un decotto che si applica su pelle o cuoio capelluto con un lungo massaggio o con un movimento rapido ed energetico, in questo caso si chiama frizione.

Come preparare un impacco?

Si impregna uno strato di ovatta o flanella ripiegata con un infuso e si applica sulla parte per 5/10 minuti in base alle necessità.

Come si prepara la compressa?

La compressa è un impacco preparato con un prodotto meno concentrato e dunque ha una azione più lenta. Le compresse vanno rinnovate ogni due ore su piaghe e ulcerazioni. L’intervallo tra le applicazioni non deve superare le 12 ore.

Come preparare il collirio?

Il collirio si preparare con piante molto delicate come fiordaliso e calendula, si può preparare anche solo con acqua bollita e applicarlo appena tiepido.

Come preparare i gargarismi?

Contro i malanni della bocca o della gola si possono usare infusi, decotti o macerati caldi per accentuarne l’azione.

Come preparare il clistere o le irrigazioni vaginali?

Il clistere è un metodo molto rapido per intervenire sulla salute del corpo, utile in molti casi, anche in caso di febbre. Si può usare mezzo litro di infusi o decotti diluiti a 37°C. Per dolori mestruali o leucorrea si può fare anche come irrigazione vaginale al massimo 2 volte al giorno.

Come preparare i bagni?

Per semplificare la preparazione di un bagno si possono fare bagni alle mani e i pediluvi. Si preparano facendo bollire 2 litri di acqua, poi si fa riposare 5 minuti e si aggiunge l’erba secca. Per potenziarne l’efficacia si può usare il metodo Mességué: far bollire 1 litro di acqua, mettere l’erba dopo 5 minuti di riposo e far macerare per 5 ore. Fare poi bollire 2 litri di acqua e farlo riposare 5 minuti prima di aggiungere il litro precedentemente preparato e procedete alle bagnature. Questa preparazione si conserva una settimana, si può riscaldare SENZA FARLO BOLLIRE e senza aggiungere ulteriore pianta.

Per i bagni non di devono usare la plastica o il metallo ma dei contenitori di coccio. I pediluvi sono più efficaci al mattino a digiuno per 8 minuti. Il bagno alle mani di sera prima di cena per 8 minuti.

Lo stesso metodo per preparare i bagni si adatta a clisteri e docce vaginali.

 

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