Piante aromatiche

Molte piante aromatiche fanno parte della flora spontanea e crescono senza grandi esigenze come la Melissa (Melizza officinalis), altre invece sono più esigenti come l’origano (Origanum vulgare) che richiede un terreno ben drenato e asciutto e la maggiorana (Origanum majorana).

Il bergamotto selvatico (Monarda citriodora) adatto a insalate, frittate verdi, piatti di pesce.

La ruta (Ruta graveolens) poche foglie nell’insalata e nelle marinate di carni grasse.

La pimpinella (Sanguisorba minor) per insalate e aceti.

Il timo (Thymus vulgaris) per insalate, minestre, salse e verdure cotte.

L’erba di San Pietro (Balsamita major) è una pianta che usavano le nonne, ma recentemente è ricomparsa nell’uso culinario, se ne usa mezza foglia ogni 2 uova tritandola insieme alle altre erbe da frittata (menta, erba cipollina, timo, santoreggia, basilico e prezzemolo) . Salse. Con le foglie si può fare un infuso per fare un bagno rilassante e ristoratore o come risciacquo per avere capelli lucidi e corposi. Essiccata è una pianta profumata, adatta da aggiungere al pot- pourri , tiene lontani gli insetti.

La santoreggia (Satureja hortensis) è annuale: a fine stagione i semi cresceranno e formeranno nuove piante. La santoreggia perenne (Santureja montana) invece si installa molto bene nei giardini rocciosi.

Il lauro o alloro (Laurus nobilis) è molto usato per insaporire le carni. Le foglie essiccate si mantengono benissimo, così pure le bacche nere con cui si aromatizzano i liquori. Le bacche ci saranno solo se le piante sono un maschio e una femmina.

La ruchetta selvatica perenne (Diplotaxis tenuifolia) ha un sapore molto vivace e si usa in diversi piatti.

Il finocchio selvatico (Foeniculum vulgare) si usa in cucina sia crudo sia cotto, accompagna insalate e piatti di pesce. Le ombrelle si possono friggere e i semi aromatizzano dolci e liquori. Il finocchio marino (Critmum maritimum) si usa per i sottaceti.

L’issopo (Hyssopus officinalis) ha un sapore caldo-amaro, si usa in cucina sulle carni ma anche negli infusi. Usato in piccole quantità aromatizza i piatti.

La cedrina (Erba luigia, Lippia citriodora) originaria di Cile e Perù, non rustica, si può usare per aromatizzare tisane ma anche per dare ai piatti un sapore particolare.

Il mirto (Myrtus communis) diffuso nelle aree mediterranee forma cespugli profumati. legno e foglie si possono mettere nella brace per cuocere la carne e profumarla, le bacche si usano per far liquori.

L’amarella (Tanacetum parthenium) di può usare in piccole quantità nell’insalata. Quando è fiorito allontana gli insetti come zanzare e pappataci.

Il rosmarino (Rosmarinus officinalis) è una pianta tra le più usate, l’uomo ha creato due cultivar: il Protratus e l’Erectus Albus che fa fiori bianchi.

Il basilico (Ocimum basilicum) ha la versione tradizionale e altre di diversi colori: Green Ruffles con foglie arricciate, il Dark Opal con foglie rosso bordeaux.

La lavanda ha molte varietà, per estrarre gli oli essenziali l’industria usa la Lavandula x Hybrida, incrocio tra la L. latifolia e la L. angustifolia.

La menta ha oltre cento varietà solo in europa: la menta piperita è stata ibridata mescolando il mentastro verde (M. spicata) e la M. suaveolens per avere un profumo molto intenso.

L’angelica (Angelica archangelica) è una pianta completamente commestibile molto alta (fino a 2,5m): le foglie si possono mangiare crude o cotte, gli stelli cotti e spellati si usano in pasticceria, i fiori si possono friggete in pastelle dolci o salate, i semi sono aromatici e usati in pasticceria.

L’elicriso (Helichrysum italico) anche chiamato curry per il suo aroma speziato adatto a risotti e piatti con pollo.

L’erba cipollina (Allium schoenoprasum) e l’aglio orsino (Allium ursinum) hanno un sapore leggermente agliato perfetto per formaggi morbidi, insalate, frittate e patate cotte a vapore.

Il sedano di montagna o levistico (Levisticum officinale)  si adatta bene al pesce. La nepetella (Nepeta nepetella) ha un sapore adatto a sformati. L’erba pepe (Calamintha nepeta) si accosta bene a verdure cotte, fritttate, salse, marinate per carne alla griglia.

La camomilla romana (Anthernis nobilis) si usa per infusi e per vini digestivi e stomachici.

La finocchiella (Myrrhis odorata) ha grandi fronde leggere che profumano di anice, alcuni mangiano tutte le parti della pianta: le foglie giovani in insalata o cotte, li steli nella cottura del pesce, i fiori nelle insalate, i frutti macinati come il pepe su tartine con formaggi morbidi.

La salvia esiste in più di 900 varietà, la più amata è la Salvia officinalis, la cultivar Maxima si usa per farla fritta e la Atropurpurea per le sue foglie che colorano di viola gli infusi.

Il dragoncello (Artemisia dracunculus) va bene cotto e crudo e per gli aceti.